Patatrac! Crisi: perché? Fino a quando? Roberto Vacca

ISBN: 9788811741077

Published: November 1st 2009

Hardcover

218 pages


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Patatrac! Crisi: perché? Fino a quando?  by  Roberto Vacca

Patatrac! Crisi: perché? Fino a quando? by Roberto Vacca
November 1st 2009 | Hardcover | PDF, EPUB, FB2, DjVu, audiobook, mp3, ZIP | 218 pages | ISBN: 9788811741077 | 4.38 Mb

E in libreria il nuovo saggio di Roberto vacca, Patatrac!Crisi: perché? Fino a quando?, una approfondita analisi dellattuale crisi economica. Qui di seguito, la Prefazione del volume.PREFAZIONEdi Roberto VaccaDalla metà del 2008 si parla solo diMoreE in libreria il nuovo saggio di Roberto vacca, Patatrac!Crisi: perché? Fino a quando?, una approfondita analisi dellattuale crisi economica. Qui di seguito, la Prefazione del volume.PREFAZIONEdi Roberto VaccaDalla metà del 2008 si parla solo di economia e di paure. Sono eccessivi i timori per la sicurezza e quelli di pretese crisi ambientali, almeno in Italia.

Sono vaghe e troppo blande le preoccupazioni per la crisi economica che è grave e che gli esperti non avevano previsto. Sembra che nessuno capisca leconomia, né sappia prevederne gli sviluppi. Solo dopo – a cose fatte – sentiamo spiegazioni apparentemente razionali.I premi Nobel per leconomia criticano duramente gli altri Nobel e mettono in ridicolo le loro teorie. Queste critiche vicendevoli sono spesso convincenti: anche i più colti e famosi brancolano nel buio. Lasserzione suona paradossale, dato che i testi moderni di economia contengono trattazioni matematiche elaborate.

Vassilj Leontieff ebbe il Nobel per aver elaborato grosse matrici i cui elementi sono costituiti dai trasferimenti mutui fra settori delleconomia di un paese – e ogni economia è suddivisa in centinaia di settori. Si usano equazioni differenziali.

Si elaborano su computer sistemi di equazioni alle differenze finite. I principi di base si trovavano già nellEconomia Politica che Vilfredo Pareto aveva scritto nel 1896. Una trattazione elementare ma rigorosa si trova nel manuale Economics del premio Nobel Paul Samuelson (nel 1955 aveva previsto (pag.

715) che le speculazioni su cambi e valute avrebbero prodotto una crisi internazionale [come quella attuale]). Negli anni Settanta il Prof. J.W. Forrester aveva proposto modelli computerizzati (empirici e piuttosto ingenui) per rendere scientifiche la gestione delle aziende industriali e la pianificazione delleconomia mondiale.Perché, allora, leconomia matematica non è diventata una scienza esatta?

Perché le crisi economiche non si riescono a prevedere e, quindi, non si evitano? La ragione è che gli esseri umani sono complicati. Il nostro cervello è così complesso che non sappiamo nemmeno descriverlo (contiene mille miliardi di neuroni ciascuno dotato di migliaia di connessioni ad altri neuroni). Quando milioni di cervelli interagiscono – nelle folle, sui mercati, nellarena politica – succedono fenomeni complessi. Sono ardui da modellare e da prevedere. Siamo solo in grado di parlarne, ma usiamo espressioni vaghe. Diciamo che una folla è stata presa dal panico e fuggendo ha calpestato a morte alcune persone.

Diciamo che gli olandesi furono invasati da una passione smodata per i tulipani e ne fecero salire i prezzi a livelli altissimi seguiti da un crollo definitivo. Parliamo di bolle speculative che gonfiano le quotazioni dei mercati azionari o delle case. Registriamo i risultati, ma non sappiamo nemmeno quali segnali premonitori osservare, come misurarli, come usarli per fare previsioni.Qui non pretendo di dare risposte complete a problemi epocali.

Propongo risposte semplici basate su criteri accettati di contabilità (come la partita doppia inventata da Luca Pacioli nel 1494), su considerazioni di buon senso e su analogie con eventi noti che si sono già verificati in passato. Descrivo anche previsioni quantitative, basate su formule empiriche, che forse possono suggerire quanto durerà la crisi in corso. Non sono certo profezie, ma scenari plausibili.Anche se la storia non è davvero maestra di vita, pare che i processi di apprendimento esistano davvero. Proviamo a ragionare e a imparare.Possiamo anticipare che la crisi non sarà breve e delineare azioni personali per renderla meno tragica.

Intravediamo rivolgimenti ben maggiori di quelli già visti. Vedremo forse una nuova valuta mondiale, nuovi squilibri e riequilibri politici e culturali, nuovi centri di potere. La situazione continua a cambiare rapidamente ed è già difficile essere aggiornati sugli eventi correnti. Discutere quali possano esserne le conseguenze è ancora più difficile.

Negli ultimi capitoli delineerò avvenimenti che potranno causare grossi turbamenti nel mondo in generale o in situazioni locali che conosco meglio. Possiamo solo immaginarli, non calcolarli.Il 21 agosto 2009 Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve ha partecipato a una conferenza di presidenti di banche centrali a Jackson Hole, Wyoming.

Ha dichiarato che leconomia comincia a emergere dalla profonda e globale depressione e che fra un anno si vedranno sostanziosi progressi. Il 19 agosto leconomista Nouriel Roubini (il primo a riconoscere la crisi nel 2006) ha definito ingiustificato il consenso di vari economisti sullimminente fine della crisi.

In base ai dati e ai conti che presento qui, ritengo più attendibile Roubini.Roma, 23 Agosto 2009Nota etimologicaPatatrac è termine onomatopeico di origine incerta. Descrive un crollo rumoroso e inaspettato, dovuto a instabilità propria di una struttura più che ad azioni esterne. A Roma gli eventi dell8 settembre 1943 venivano chiamati “il patatrac” o, talora, “la debàcchel” (dal francese dèbacle).



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